Scarica la nostra estensione

Stretto di Messina

Da Wikipedia, ma visivamente accattivante
Stretto di Messina
Parte diMar Ionio e Mar Tirreno
StatoItalia Italia
Regione  Calabria
  Sicilia
Coordinate38°14′45″N 15°37′57″E / 38.245833°N 15.6325°E38.245833; 15.6325
Dimensioni
Larghezza3,14 km
Idrografia
IsoleSicilia
Mappa di localizzazione: Italia
Stretto di Messina
Stretto di Messina
Vista satellitare dello stretto con alcuni dei comuni che vi si affacciano.

Lo stretto di Messina (in siciliano: Strittu di Missina) è un braccio di mare che separa l'Italia peninsulare (Calabria) ad est dall'isola di Sicilia e, più in generale, quest'ultima dall'Europa continentale ad ovest, collegando i mari Tirreno e Ionio e bagnando le città metropolitane di Reggio Calabria e Messina, con una larghezza minima di circa 3,14 km tra i comuni di Villa San Giovanni e di Messina.

Localmente chiamato U Strittu, noto nell’antichità come Stretto di Scilla e Cariddi dal nome dei due mostri omonimi di Scilla e Cariddi che secondo le leggende funestavano la navigazione tra Calabria e Sicilia, in seguito fu noto come Fretuum Siculum e, in tempi più recenti, come Faro di Messina, denominazione puramente geopolitica risalente al regno medievale di Sicilia.

Nel 1957 la rete elettrica di trasmissione siciliana fu collegata a quella continentale da un elettrodotto aereo che sovrappassava lo Stretto; benché ormai non più utilizzate per via del passaggio, nel 1992, a una più pratica soluzione con cavi elettrici sottomarini, le strutture di sostegno dell’opera sulle due sponde sono rimaste come esempio di archeologia industriale e note come piloni dello Stretto.

Scopri più Stretto di Messina per argomenti

Italia continentale e peninsulare

Italia continentale e peninsulare

Per Italia continentale e peninsulare s'intendono i territori dell'Italia con esclusione delle aree insulari: Sardegna, Sicilia e altre isole minori e arcipelaghi italiani. Si tratta di un'area di circa 250.000 km².

Calabria

Calabria

La Calabria è una regione italiana a statuto ordinario dell'Italia meridionale di 1 843 809 abitanti, con capoluogo Catanzaro.

Isola di Sicilia

Isola di Sicilia

La Sicilia è la maggiore isola del mar Mediterraneo.

Europa continentale

Europa continentale

L'Europa continentale, definita anche l'Europa sulla terraferma, o semplicemente il continente, è il continente europeo, senza le isole europee e, a volte, le penisole.

Città metropolitana di Reggio Calabria

Città metropolitana di Reggio Calabria

La città metropolitana di Reggio Calabria è una città metropolitana della Calabria di 516 601 abitanti, istituita il 31 gennaio 2016 in sostituzione della provincia di Reggio Calabria. Si estende su una superficie di 3183 km² e comprende 97 comuni metropolitani. È la 9ª città metropolitana italiana per superficie territoriale.

Città metropolitana di Messina

Città metropolitana di Messina

La città metropolitana di Messina è una città metropolitana italiana di 599 990 abitanti che si estende su una superficie di 3266,12 km², istituita con la legge regionale n. 15 del 4 agosto 2015 che ha contemporaneamente soppresso la provincia regionale di Messina, con la quale il suo territorio coincide.

Chilometro

Chilometro

Il chilometro è un'unità di lunghezza pari a mille metri. Il metro è una delle sette unità fondamentali del sistema internazionale di unità di misura (SI). Il termine deriva dai termini greci χίλιοι, chílioi = mille e metro = conteggio o misura.

Cariddi

Cariddi

Cariddi è un mostro marino della mitologia greca.

Faro di Messina

Faro di Messina

Faro di Messina era la denominazione anticamente attribuita al braccio di mare posto tra la Sicilia e la Calabria e che nella attuale cartografia viene indicato come stretto di Messina.

Elettrodotto

Elettrodotto

L'elettrodotto in ingegneria elettrica è un'infrastruttura di rete destinata al trasporto di energia elettrica in alta tensione, comprendendo in tale accezione sia le linee elettriche aeree sia le linee elettriche in cavo, realizzate in appositi cavidotti interrati.

Cavo sottomarino

Cavo sottomarino

In telecomunicazioni ed ingegneria elettrica il cavo sottomarino è un cavo appositamente costruito e posato sul fondo del mare, di un lago o un fiume, usato per trasportare informazioni su una tratta o dorsale della rete di trasporto dati oppure energia elettrica nella rete di trasmissione elettrica tra le due sponde. Esistono quindi due categorie di cavi sottomarini: quelli per le telecomunicazioni e quelli per trasporto di energia.

Archeologia industriale

Archeologia industriale

L'archeologia industriale raccoglie più ambiti disciplinari - storico, economico, tecnologico, sociale, costruttivo, architettonico, ingegneristico - attorno alle testimonianze inerenti al processo d'industrializzazione fin dalle sue origini, al fine di approfondire la conoscenza della storia del passato e del presente industriale. Per tale natura è interdisciplinare, e si avvale, per i diversi temi di indagine, dei metodi specifici delle singole discipline, alla luce di una consapevole interazione tra di esse.

Geografia

Morfologia e batimetria

Lo Stretto, per gli aspetti morfologici, può essere rappresentato come un imbuto con la parte meno ampia verso nord, in corrispondenza della congiungente ideale capo Peloro (Sicilia) - Torre Cavallo (Calabria); verso sud, invece, questo imbuto si apre gradualmente fino al traverso di capo dell'Armi (Calabria). Il limite settentrionale è nettamente identificabile, mentre quello meridionale può avere un significato geografico (ad esempio la carta nautica n° 138 dell'Istituto idrografico della Marina si ferma poco prima di punta Pellaro in Calabria), o idrologico; quest'ultimo può essere considerato la linea ideale che congiunge capo Taormina (Sicilia) con capo d'Armi (Calabria). Come area idrologica, anche il confine settentrionale è ben più ampio di quello geografico e comprende l'area del mar Tirreno compresa tra capo Milazzo, l'arco delle isole Eolie e le coste del golfo di Gioia in Calabria (Figura 2).

Fig. 1A: Lo Stretto visto da Dinnammare (monti Peloritani), nel comune di Messina; i colori mostrano chiaramente le differenti masse d'acqua presenti.

Per quanto si riferisce al profilo sottomarino dello stretto, esso può essere paragonato ad un monte, il cui culmine è la "sella" (lungo la congiungente Ganzirri-punta Pezzo), i cui opposti versanti hanno pendenze decisamente differenti. Nel mar Tirreno, infatti, il fondo marino digrada lentamente fino a raggiungere i 1.000 m nell'area di Milazzo e, per trovare la batimetrica dei 2.000 m, si deve oltrepassare l'isola di Stromboli. Nella parte meridionale (mare Ionio), invece, il pendio è molto ripido ed a pochi chilometri dalla "sella" è possibile registrare la profondità di 500 m tra le città di Messina e Reggio, oltrepassare ampiamente i 1.200 m poco più a sud (punta Pellaro), per raggiungere i 2.000 m al centro della congiungente ideale capo Taormina - capo d'Armi.

Fig. 2: Batimetria dell'area idrologica dello stretto di Messina

[1]

La minore ampiezza (3.150 metri nel punto più stretto) si riscontra lungo la congiungente Ganzirri-punta Pezzo cui corrisponde a livello del fondo una "sella" sottomarina ove si riscontrano le minori profondità (80–120 m). In questo tratto i fondali marini (Fig. 4) presentano un solco mediano irregolare, con profondità massima di 115 m, che divide una zona occidentale (in prossimità di Ganzirri) caratterizzata da profonde incisioni, da quella orientale di Punta Pezzo, più profonda e pianeggiante (Fig. 18).

Caratteristica del settore settentrionale dello stretto è l'ampia valle di Scilla, con una parte più profonda e ripida (circa 200 m). La valle comincia poi ad appiattirsi e ad essere meno acclive verso il mar Tirreno dove prende il nome di bacino di Palmi. Le pareti laterali della valle, profonde e scoscese, si elevano bruscamente conferendo alla sezione trasversale una forma ad "U". Un'ampia ed irregolare depressione, meno incisa (valle di Messina), avente anch'essa sezione ad "U", si riscontra nella parte meridionale. A profondità superiori ai 500 m, la valle di Messina si stringe divenendo più profonda e dando origine ad un ripido canyon sottomarino (canyon di Messina) che si protende fino alla piana batiale dello Ionio.

Scopri più Geografia per argomenti

Capo Peloro

Capo Peloro

Capo Peloro è la punta estrema nord orientale della Sicilia, il cui territorio fa parte del comune di Messina, nel quartiere di Torre Faro, vicino ai laghi di Ganzirri.

Calabria

Calabria

La Calabria è una regione italiana a statuto ordinario dell'Italia meridionale di 1 843 809 abitanti, con capoluogo Catanzaro.

Capo dell'Armi

Capo dell'Armi

Capo dell'Armi è un promontorio sito a Lazzaro, frazione di Motta San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria. Costituisce il limite sud-orientale dello Stretto di Messina.

Istituto idrografico della Marina

Istituto idrografico della Marina

L'istituto idrografico della Marina è uno degli organi cartografici dello Stato. Ha sede nell'ottocentesco Forte San Giorgio di Genova e appartiene al Ministero della difesa. Ha tra i propri scopi il miglioramento della sicurezza della navigazione marittima, lo sviluppo della conoscenza dei mari, l'agevolare la condotta delle unità della Marina Militare.

Mar Tirreno

Mar Tirreno

Il mar Tirreno è la porzione del mar Mediterraneo occidentale che si estende a occidente della penisola italiana fino alle coste della Corsica e della Sardegna e al canale di Sardegna. Può essere suddiviso in alto e basso Tirreno o anche in Tirreno settentrionale, centrale e meridionale.

Capo Milazzo

Capo Milazzo

Capo Milazzo è il capo col quale si conclude a ovest il golfo di Milazzo e inizia il golfo di Patti. Si trova nel territorio di Milazzo, comune italiano della città metropolitana di Messina.

Isole Eolie

Isole Eolie

Le isole Eolie, dette anche isole Lipari, sono un arcipelago appartenente all'arco Eoliano situato nel mar Tirreno meridionale, a nord della costa siciliana. Di origine vulcanica, l'arcipelago comprende i due vulcani attivi di Stromboli e Vulcano e vari fenomeni di vulcanismo secondario. Amministrativamente le isole fanno parte della città metropolitana di Messina, appartenente a sua volta alla Regione Siciliana. L'arcipelago è una destinazione turistica molto popolare, poiché attrae fino a 600.000 visitatori annuali.

Monte Dinnammare

Monte Dinnammare

Il monte Dinnammare è situato proprio sulla punta nord-orientale della Sicilia, appartiene alla catena montuosa dei Peloritani e sovrasta la città di Messina. Dalla sua cima è possibile scorgere uno spettacolare panorama che comprende tutto lo Stretto di Messina, la riviera tirrenica con il serpentone di capo Milazzo e le Isole Eolie, la riviera ionica, la costa calabra con l'Aspromonte, tutta la catena dei Peloritani con monte Scuderi e con l'Etna sullo sfondo.

Monti Peloritani

Monti Peloritani

I monti Peloritani sono una catena montuosa della Sicilia nordorientale che ricade nella città metropolitana di Messina. Insieme ai Nebrodi e alle Madonie fanno parte dell'Appennino siculo.

Ganzirri

Ganzirri

Ganzirri è una frazione di Messina, situata 13 km a nord-est dal centro città, all'interno della Circoscrizione VI.

Punta Pezzo

Punta Pezzo

Punta Pezzo è il punto della Calabria più prossimo alla Sicilia e costituisce la punta più a nord del versante calabro dello Stretto di Messina, trovandosi sull'ingresso settentrionale del canale. Le coste di questo tratto di mare sono attraversate da fortissime correnti e l'orografia delle spiagge varia di anno in anno a causa delle fortissime mareggiate invernali. È situata presso l'omonimo quartiere di Pezzo, nel comune di Villa San Giovanni, a circa 13 km a nord del capoluogo.

Milazzo

Milazzo

Milazzo è un comune italiano di 30 133 abitanti della città metropolitana di Messina in Sicilia.

Le acque

Caratteristiche del mar Ionio e del mar Tirreno

In aree marine lontane dallo stretto di Messina, il mar Tirreno è mediamente più freddo e meno salato del mar Ionio, mentre, lungo tutta la costa siciliana compresa tra capo Taormina e Messina, i fenomeni di upwelling, portando in superficie acque di profondità, fanno sì che le acque ioniche presenti negli strati superficiali dello stretto siano sensibilmente più fredde di quelle riscontrabili alla medesima quota in altre zone del mar Ionio. Per le acque di superficie estive le temperature nello stretto sono mediamente più basse di 4 - 10 °C.

Delle masse d'acqua del mar Mediterraneo (superficiali, levantine intermedie, profonde), e quindi del mar Ionio e del mar Tirreno, soltanto quelle superficiali e levantine intermedie sembrano entrare in gioco nello stretto di Messina, come confermato dalle misure di salinità nell'arco di 24 ore effettuate davanti a Ganzirri (figura 11).

Fig. 11: Distribuzione delle differenti acque nell'arco di 24 ore di fronte a Ganzirri (Sicilia)

Dall'esame di questi dati si può osservare che acque sottostanti la Levantine Intermediate Water (LIW) non raggiungono lo stretto, infatti l'isoalina di 38,7 e sporadici valori di 38,8 indicano nella LIW il confine inferiore delle acque che possono rimontare dal mar Ionio. È possibile affermare, inoltre, che dal mar Tirreno provengono esclusivamente acque superficiali.

Secondo Defant (1940), solo metà dell'acqua ionica risalita nello stretto passerebbe nel mar Tirreno ove, in accordo ai dati di Vercelli e Picotti (1926), sarebbe condizionata nel suo movimento (orizzontale verso NW e verticale verso il fondo) sia dalla maggiore densità, rispetto a quella delle acque tirreniche, sia dalle stesse acque che da tale bacino fluiscono a sud parallelamente alla costa calabrese sia, infine, da un vortice stabile a rotazione ciclonica centrato a nord dell'ingresso settentrionale dello stretto.

Fig. 12: stretto di Messina: distribuzione dei principali parametri chimici e biologici come valore medio integrato (media ponderata) sulla colonna d'acqua di 100 m

Il transito nello stretto di Messina delle diverse masse d'acqua, in funzione del regime di corrente, determina quindi l'incontro di acque tra di loro non immediatamente miscibili. Poiché solo una parte delle acque che si presentano sulla sella riesce a passare nel bacino contiguo e di queste una parte cospicua, perdendo velocità, staziona ai confini dello stretto per ritornarvi nuovamente con il successivo flusso, è possibile riscontrare con frequenza corpi d'acqua che, cambiando bacino, vanno ad occupare quote diverse da quelle originarie in funzione di un nuovo equilibrio dinamico negli strati d'acqua del bacino ricevente.

Questo continuo spostamento e lento mescolamento di acque è un fattore ulteriore di vivificazione dell'area dello stretto di Messina. Infatti, i sali di azoto e fosforo trasportati negli strati superficiali dalle acque profonde ioniche non riescono ad essere utilizzati immediatamente dal fitoplancton nelle zone di grande turbolenza, mentre ciò può avvenire ai margini dello stretto, ove la velocità della corrente si riduce notevolmente.

Il modello semplificato risultante (figura 12) può essere così riassunto: arricchimento nell'area della "sella"; massimo di clorofilla e produzione di sostanza organica qualche chilometro a sud (punta Pellaro), degradazione e mineralizzazione della sostanza organica (prima prodotta a nord) nella parte più meridionale dello stretto (capo dell'Armi).

Le correnti di upwelling fanno sì che le acque dello stretto siano nettamente più ricche di plancton rispetto a quelle dei mari adiacenti, il che favorisce una maggiore diversità ittica.

Scopri più Le acque per argomenti

Le correnti

Generalità

Fig. 3: Antica stampa dello stretto di Messina dove sono evidenziate le correnti

Tralasciando gli aspetti mitologici, la cui influenza ha permeato per secoli la visione anche artistica dello Stretto di Messina (Fig. 3), i primi studi di carattere scientifico sulle correnti dello stretto di Messina si devono a Ribaud, vice-console francese a Messina, che nel 1825 pubblica un compendio di quanto noto all'epoca su tale argomento. Le sue osservazioni hanno rappresentato un punto fermo per quasi un secolo. Da segnalare anche la pubblicazione nel 1882 di un "manuale pratico" molto dettagliato da parte di F. Longo, comandante di navi mercantili particolarmente esperto dello stretto.

Finalmente, a distanza di quasi un secolo dalle osservazioni di Ribaud, il particolare regime delle correnti dello stretto fu studiato per la prima volta con grande dettaglio scientifico mediante la raccolta sistematica di dati mirati a una conoscenza completa dei fenomeni, durante le campagne di studio della Nave Marsigli della Marina Militare, svolte durante gli anni 1922 e 1923 sotto la direzione del prof. Vercelli (fisico, direttore dell'Istituto geofisico di Trieste); furono indagate anche le caratteristiche fisico-chimiche di quelle acque grazie alle analisi condotte da Picotti (chimico dello stesso istituto).

Dall'insieme dei risultati raccolti vennero costruite le "Tavole di Marea" dello stretto, tuttora edite dall'Istituto idrografico della Marina (I.I.M. Pubbl. n° 3133), dalla cui lettura è possibile conoscere le previsioni della corrente (velocità e direzione) in due punti (punta Pezzo in Calabria e Ganzirri in Sicilia); è inoltre possibile calcolare, grazie a formule molto semplici, le previsioni di corrente in altri 9 punti.[2]

Nel corso degli anni sono state effettuate periodiche verifiche di tali misure, con strumenti sempre più sofisticati, che hanno di fatto confermato l'ottimo lavoro svolto nel 1922-1923. Anche le ulteriori elaborazioni di Defant (1940) hanno contribuito all'aumento delle nostre conoscenze ed alla migliore comprensione dei fenomeni dinamici dello stretto di Messina.

Nel 1980, al fine di valutare la possibilità di uno sfruttamento delle correnti dello stretto per la produzione di energia, è stata condotta dall'OGS (Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale) di Trieste una campagna di misure su lungo periodo per conto dell'ENEL, con il posizionamento in 9 punti dello stretto, nell'area di minore ampiezza compresa tra le congiungenti Ganzirri-Punta Pezzo e Capo Peloro-Scilla, di una serie di catene correntometriche con 3 moderni correntometri ciascuna, per un totale di 27 strumenti di misura operativi in situ per un periodo di 4-6 mesi.[3]

Qualche dettaglio

Lo stretto di Messina è il punto di separazione tra due bacini (Ionio e Tirreno) contigui ma distinti fisiograficamente, aventi acque con caratteristiche fisico-chimiche ed oscillatorie diverse. Per tale ragione, correnti stazionarie e di marea, anche in funzione della particolare geomorfologia dell'intera area, determinano l'insorgenza di peculiari fenomeni idrodinamici.

Fig. 4: Divisione dello stretto di Messina in sezioni secondo Defant (1940)

Per rappresentare in modo molto semplice quanto avviene nello stretto si pensi che quando il mar Tirreno presenta bassa marea al confine settentrionale del canale, il contiguo mar Ionio si trova in fase di alta marea ed il contrario avviene al successivo cambio di marea. Il dislivello che si viene a creare (fino a 27 cm) determina che periodicamente le acque dell'uno e dell'altro bacino si riversino in quello contiguo. Più in particolare, in fase di "corrente scendente" (nord-sud) le acque tirreniche più leggere (a minore densità) scorrono sulle ioniche più pesanti (a maggiore densità) fino a che l'intera parte centrale dello stretto sia riempita da queste acque fluenti verso sud. All'opposto, con il predominio della "corrente montante" (Sud-Nord), acque ioniche più pesanti interesseranno il centro del bacino affondando sulle acque tirreniche più leggere che, in precedenza, occupavano lo stretto per versarsi quindi nel Tirreno una volta oltrepassata la sella Ganzirri – Punta Pezzo dove si riscontra la minore profondità (80–120 m) e la minore ampiezza (3.150 m) dello stretto di Messina.

Fig. 5: Modello schematico (sud-nord) del movimento delle acque al variare delle correnti nello stretto di Messina secondo Defant (1940)

La "pendenza" che si viene così a creare fra le contigue superfici marine è in media di 1,7 cm per chilometro di distanza, con un massimo in corrispondenza della linea ideale di congiunzione fra Ganzirri in Sicilia e punta Pezzo in Calabria (Figure 4 e 5). L'incontro delle due masse d'acqua (ionica e tirrenica) determina l'insorgenza di una serie di fenomeni che sono ascrivibili all'instabilità dinamica che si viene a creare e che si disperde nelle ben note spettacolari manifestazioni di turbolenza; questi "disturbi" della corrente possono presentarsi con sviluppo in senso orizzontale (nel caso dei tagli e delle scale di mare) oppure verticale (nel caso di garofali, bastardi e macchie d'olio).
Queste ultime portano in superficie, tra le reti di pesca e anche a riva creature inaspettate, tipiche delle zone più profonde, dette specie batipelagica, come l'ascia d'argento, pesce che si raccoglie molto spesso di notte.

Per il primo gruppo (Figure 6A e 6B) si tratta di fenomeni che producono vere e proprie onde (simili a quelle presenti negli estuari al cambio di marea) che si sviluppano quando, nel caso della montante, le acque più pesanti del mar Ionio si precipitano contro le più leggere acque tirreniche in fase di recessione o quando, nel caso della scendente, le acque tirreniche scivolano rapidamente su quelle ioniche più pesanti, già presenti nello stretto. Queste onde di discontinuità si svilupperanno in determinati punti (Ganzirri, torre Faro e punta Pezzo) estendendosi nella parte centrale, a volte ampliandosi ed intensificandosi per l'azione dei forti venti che spingono un tipo d'acqua su un altro. Per quanto concerne i fenomeni a sviluppo verticale si tratta di veri e propri gorghi formati dall'incontro di correnti opposte e favoriti dall'irregolarità del fondo. I principali gorghi comunque si formano in punti specifici. Con corrente montante si tratta dei mitologici Scilla e Cariddi: il primo si forma sulla costa calabra, e l'altro a sud di Capo Peloro (Figure 7Ae 7B). Un grosso garofalo formato invece dalla corrente scendente si forma periodicamente davanti Punta S. Raineri, all'imboccatura del porto di Messina.

Le correnti stazionarie a livello della sella sottomarina fluiscono verso sud dalla superficie a 30 m ed in senso inverso da questa profondità fino al fondo, con velocità che possono raggiungere, in particolari situazioni meteo-marine, anche i 50 cm/s. La co-oscillazione delle masse d'acqua dello stretto con le maree dei mari adiacenti origina le correnti di marea che, con fase pressoché opposta e con uguale ampiezza, si sommano a quelle stazionarie prima descritte. Le velocità relative raggiungono, lungo la sezione corrispondente alla sella Ganzirri-Punta Pezzo, valori massimi di oltre 200 cm/s sia nel flusso verso nord (corrente montante), sia in quello verso sud (corrente scendente), interessando all'incirca con la stessa intensità la massa d'acqua nella sua interezza. Secondo le ultime pubblicazioni di Mosetti (1988 e 1995), la velocità di spostamento delle acque, in particolari momenti e grazie alla coincidenza di numerose componenti, può arrivare fino ad un massimo di 20 km/h (cfr. Tabella 1).

Velocità delle correnti nello stretto
(da Mosetti F., 1995)
  cm/s km/h nodi
Corrente totale di marea 300 10,80 5,83
Massima corrente di deriva 80 2,88 1,55
Corrente di densità permanente 30 1,08 0,58
Eventuali ingorghi 100 3,60 1,94
Turbolenza 50 1,80 0,97
Totale 560 20,16 10,88
Acqua in transito sulla sella Ganzirri - Punta Pezzo
(da Tomasino M., 1995)
Velocità corrente Volume stimato
200 cm/s > 750.000 m3/s
300 cm/s > 1.000.000 m3/s

Tali notevoli velocità e gli enormi volumi d'acqua in gioco (oltre 750.000 m³ al secondo per una corrente di 200 cm/s secondo Tomasino, 1995), se rapportati ai mezzi di navigazione dei tempi omerici, indicano chiaramente perché lo stretto venisse considerato abitato da mostri in grado di ingoiare le imbarcazioni o farle naufragare nel volgere di poco tempo.

Possibile produzione di energia

La consistente energia delle correnti dello stretto di Messina e l'enorme volume di acqua in transito, non potevano non destare interesse ai fini della produzione di energia elettrica pulita ed a basso costo. Così a partire dal 1980 vennero compiute misure in loco ed elaborati studi di fattibilità da parte di strutture dell'Enel o ad esso collegate. Tale programma venne però abbandonato dopo una valutazione del rapporto costi/benefici per la posa in opera e per la gestione di turbine ubicate sul fondo dello stretto.

A partire dalla metà degli anni 80, la Ponte di Archimede S.p.A. inizia ad interessarsi del problema con un diverso approccio (posizionamento in superficie su struttura galleggiante ed asse verticale) e con la collaborazione di una ditta specializzata in propulsori per la navigazione ad asse verticale (VOITH GmbH).

I primi esperimenti iniziano nel 1986, passano dal brevetto per la turbina idraulica ad asse verticale KOBOLD nel 1998, per giungere all'impianto pilota ENERMAR posto in attività nello stretto nel marzo 2002 e collegato alla rete elettrica nazionale nel mese di marzo 2006 (Figure 8, 9, 10).

La piattaforma, ancorata 150 m al largo di Ganzirri (Sicilia), ha un diametro di 10 m, è dotata di elica a tre lame alta 5 m ed è in grado di erogare 100 kW con una velocità della corrente di 3 m/s. I risultati sperimentali indicano in circa 22.000 kWh l'energia utile estraibile annualmente. In questo sito, considerata l'area interessata dalle correnti, l'energia totale estraibile dallo stretto di Messina sarebbe pari a 538 GWh[4].

Scopri più Le correnti per argomenti

1825

1825

Il 1825 è un anno del XIX secolo.

1882

1882

Il 1882 è un anno del XIX secolo.

Marina Militare (Italia)

Marina Militare (Italia)

La Marina Militare è la componente operativa marittima della difesa militare della Repubblica Italiana e costituisce una delle quattro forze armate italiane, insieme a Esercito Italiano, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri. A essa sono affidati il controllo e la condotta delle operazioni navali nelle acque territoriali e internazionali.

1922

1922

Il 1922 è un anno del XX secolo.

1923

1923

Il 1923 è un anno del XX secolo.

1940

1940

Il 1940 è un anno bisestile del XX secolo.

1980

1980

Il 1980 è un anno bisestile del XX secolo.

Argyropelecus hemigymnus

Argyropelecus hemigymnus

L'ascia d'argento o pesce ascia o pesce accetta è un pesce abissale della famiglia Sternoptychidae.

Estuario

Estuario

L'estuario è lo sbocco dei fiumi che giungendo alla foce non creano depositi di sedimenti a ventaglio, ossia sfociano in un unico canale o ramo.

Cariddi

Cariddi

Cariddi è un mostro marino della mitologia greca.

M

M

La M o m è l'undicesima lettera dell'alfabeto italiano e la tredicesima dell'alfabeto latino moderno, ma rappresenta anche la maiuscola della lettera mi nell'alfabeto greco e in quello cirillico. Nell'alfabeto fonetico internazionale, [m] rappresenta un suono nasale bilabiale.

Enel

Enel

Enel S.p.A. è una multinazionale Italiana dell’energia e uno dei principali operatori integrati globali nei settori dell'energia elettrica e gas. Istituita come ente pubblico a fine 1962, si è trasformata nel 1992 in società per azioni e nel 1999, in seguito alla liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica in Italia, si è quotata in borsa. Lo Stato italiano, tramite il Ministero dell'economia e delle finanze, ne rimane comunque il principale azionista, con il 23,6% del capitale sociale, al 31 dicembre 2020.

Gli organismi presenti

Gli organismi bentonici

Le condizioni idrologiche dello stretto di Messina sono straordinarie, e del tutto peculiari e speciali sono i popolamenti che esso ospita. Infatti, l'intenso idrodinamismo e le caratteristiche chimiche delle acque dello stretto sono in grado di condizionare gli organismi che in esso vivono e, anzi, riescono ad influenzare l'intero assetto biologico dell'ambiente determinando uno straordinario ecosistema, unico nel mar Mediterraneo per biocenosi ed abbondanza di specie; lo stretto di Messina, quindi, costituisce un fondamentale serbatoio di biodiversità.

Le intense ed alterne correnti, la bassa temperatura e l'abbondanza di sali di azoto e fosforo trasportati in superficie dalle acque profonde determinano la disponibilità di una grande quantità di sostanza organica utilizzata sia dagli organismi pelagici sia, soprattutto, dai popolamenti bentonici costieri. Tutto ciò, insieme ai fenomeni associati, determina un vero e proprio riarrangiamento ecologico che nelle specie a prevalente distribuzione occidentale tende a simulare una condizione di tipo "atlantico". Infatti, numerose specie prettamente atlantiche, come ad esempio le laminarie (grandi alghe brune), pur se presenti in qualche altra zona del mar Mediterraneo solo nello stretto di Messina (figura 13) riescono a formare comunità ben strutturate formando delle vere foreste sottomarine a riprova delle ottimali condizioni ambientali.

Fig. 13: Laminaria dello stretto di Messina

È importante segnalare a questo proposito che sia le laminarie di bassa profondità (Sacchoryza polyschides), sia i popolamenti profondi a Laminaria ochroleuca, e le comunità vegetali associate, sono strettamente dipendenti dalle caratteristiche fisiche e biologiche del substrato. Come è noto, infatti, per completare il loro ciclo vitale, questi organismi richiedono un substrato solido già colonizzato da rodoficee calcaree, in assenza delle quali l'insediamento non può avere luogo.

Lo stretto di Messina, confine fra i due bacini occidentale ed orientale del mar Mediterraneo, è un punto importante di osservazione dei flussi migratori delle specie che si trovano nei due bacini. In quest'area pervengono o transitano comunità planctoniche, anche di lontana origine sia orientale sia atlantica. Fra le specie bentoniche, di particolare rilevanza è la presenza di Pilumnus inermis (Figura 14), in precedenza considerato esclusivamente atlantico, che rappresenta una delle specie più rilevanti nell'associazione a Errina aspera (idrozoo), noto endemismo dello stretto di Messina, su cui vive un Mollusco cipreide (Pedicularia sicula), riscontrabile a livello della sella (Figura 18) fra 80 e 110 m, ove sono presenti numerose altre specie fra cui l'ofiura Ophiactis balli ed i crostacei Parthenope expansa e Portunus pelagicus (immigrato lessepsiano). Da segnalare ancora il dente di cane gigante (Pachylasma giganteum). Grande importanza biologica ed ecologica è anche da ascrivere alle già citate Laminariales dello stretto (Sacchoryza polyschides e Laminaria ochroleuca). Infine, sembra doveroso evidenziare sia la presenza di Albunea carabus (Figura 15) e di cospicui insediamenti di Pinna nobilis (Figure 16 e 17) sia, per quanto si riferisce invece ai popolamenti vegetali, la presenza di Rodoficee calcaree e di vaste praterie di Posidonia oceanica (Figura 16), ampiamente distribuite per areale e per profondità. Degna di nota, sempre per gli organismi vegetali, è anche la presenza di Phyllariopsis brevipes, Phyllariopsis purpurascens, Desmarestia dresnayi, Desmarestia ligulata, Cryptopleura ramosa specie che sono da ritenersi di estrema importanza perché presenti solo in quest'area o in poche altre aree molto ristrette del mar Mediterraneo.

Dal punto di vista faunistico lo stretto di Messina è considerato da sempre il paradiso degli zoologi, per l'enorme biodiversità che lo caratterizza. Le specie di invertebrati bentonici sono quelle che destano maggiore interesse. Il fondale è arricchito da una grande varietà di forme e colori dovute all'abbondanza di celenterati (attinie, madrepore e coralli).

Fig. 22: Tracciato ecoscandaglio lungo la sella Ganzirri-Punta Pezzo

Un chiaro esempio sono le "foreste" di gorgonie gialle e rosse (Paramuricea clavata) dei fondali di Scilla (Figura 23). Queste, aderendo al substrato, creano un vero e proprio bosco, ambiente ideale ad ospitare numerose altre specie bentoniche.

Le specie ittiche sono ben rappresentate da cernie, saraghi, dentici, castagnole, leccie, ricciole ed in periodo invernale dagli splendidi Zeus faber conosciuti anche come pesce San Pietro (Figura 24).

Gli organismi batiali

Altra peculiarità dello stretto di Messina è la presenza di una varia e numerosa fauna batipelagica (comunemente chiamata anche fauna abissale) che, trasportata in superficie dalla corrente proveniente da Sud (corrente montante), può essere facilmente catturata ancora in condizioni vitali nei punti di maggiore turbolenza (vortici o scale di marea), o trovata spiaggiata lungo la riva in particolari condizioni meteo-marine. Esempi classici da menzionare sono Chauliodus sloani (pesce vipera), Argyropelecus hemigymnus (pesce accetta o ascia d'argento) e Myctophum punctatum (pesce diavolo), rispettivamente figg. 26-28.[5]

Tali organismi batipelagici, che vivono in grandi quantità nelle profondità del mar Mediterraneo (tra i 300 ed i 1.000 m ed anche oltre), pur non avendo alcun valore commerciale sono una fondamentale risorsa trofica per l'ecosistema marino in genere e per lo stretto in particolare. Alcune specie non vengono trasportate in superficie dalle correnti in maniera totalmente passiva, ma effettuano ben definiti movimenti verticali, risalendo in superficie soprattutto durante la notte (migrazioni nictimerali).

Fig. 29: Esemplare di Maurolicus muelleri con fotofori "attivati"

La gran parte di questi pesci dall'aspetto mostruoso, in maggioranza dotata di particolari organi luminosi chiamati fotofori (Fig. 29), è facilmente reperibile nello stretto.

La loro abbondante presenza, segnalata in ambito scientifico dall'ittiologo messinese Anastasio Cocco, richiamò a Messina tra la seconda metà del XIX secolo e l'inizio del XX secolo scienziati provenienti da tutta Europa che potevano trovare, in modo relativamente semplice, il materiale più vario ed abbondante per i loro studi. Krohn, per primo definì lo stretto di Messina come il paradiso degli zoologi. Per ricordare i più importanti tra questi studiosi, furono presenti a Messina per svolgere ricerche di zoologia, anatomia ed embriologia il già ricordato Krohn, Ruppel, Muller, Claus, Kolliker, Gegenbaur, Keferstein, Metschnikoff, Hertwig, Foll, ed Anton Dohrn, che in quegli anni fondò la Stazione Zoologica di Napoli, ancora oggi prestigioso centro di ricerca di livello internazionale, a lui intitolato in anni recenti.[6].

La formazione a beach rock

Lungo le coste siciliane e calabresi dello stretto (Figg. 30-33) è presente un biotopo costiero di notevole interesse, costituito da un complesso biocenotico che, per la sua particolare origine e struttura, non può passare inosservato (infatti, nella sponda siciliana, rientra nei confini della Riserva naturale Lagune di capo Peloro). Si tratta di un tratto esteso di costa compreso tra capo Peloro e S. Agata, interessato dalla presenza di una panchina rocciosa che, dalla linea di spiaggia, si porta fino ad alcuni metri di profondità (Fig. 34).

Questa formazione, interpretabile come una beach rock, si situa in una posizione di raccordo tra il piano mesolitorale e la frangia superiore del piano infralitorale. Tale struttura rappresenta l'unico substrato duro naturale per le comunità bentoniche all'interno di questa fascia batimetrica, lungo il versante siciliano dello stretto.

Fig. 34: Fondale dello stretto antistante la formazione a Beach Rock lungo la costa siciliana

Inoltre, per la sua particolare morfologia, per la distribuzione topografica, ed in funzione dei particolari condizionamenti determinati dal regime idrodinamico dello stretto, la struttura ospita comunità bentoniche del tutto originali, rispetto a quanto noto per la generalità dei biotopi mediterranei affini. Oltre al suo rilevante interesse in termini di documentazione geologica (testimonianza di età tirreniana) e antropologica (anticamente utilizzata come cava per macine da mulino), la struttura è di grande importanza in quanto ospita estese formazioni a Vermetus, cioè un biotopo protetto a livello comunitario. Tali formazioni rappresentano inoltre un caso unico nel mar Mediterraneo, in quanto ubicate sulla superficie del conglomerato, anziché disposte nella tipica formazione a trottoir.

Gli organismi migratori

Indubbiamente lo stretto di Messina, trovandosi lungo una delle principali direttrici migratorie del mar Mediterraneo, è un punto fondamentale di transito per la migrazione di numerose specie. Certamente le più conosciute e rilevanti, da un punto di vista economico ed ambientale, sono i grandi pelagici, cioè tonno rosso (Thunnus thynnus), alalunga (Thunnus alalunga), palamita (Sarda sarda), aguglia imperiale (Tetrapturus belone) ed il pescespada (Xiphias gladius).

Le caratteristiche idrodinamiche e la ricchezza dello stretto determinano il transito in acque superficiali di questi pesci che possono essere catturati con le particolari barche chiamate feluche o passerelle, attive solo in questa parte del mar Mediterraneo. Inoltre, solo nello stretto, pur se con attrezzi diversi, è possibile catturare il tonno in tutto l'arco dell'anno e di tutte le classi d'età (dalle forme giovanili agli organismi adulti) perché sarebbe presente una popolazione stanziale che periodicamente si muove tra i due mari limitrofi: il Tirreno e lo Ionio.

Da considerare ancora che lo stretto di Messina è un punto di passaggio obbligato per le migrazioni dei cetacei, probabilmente il più importante nel mar Mediterraneo in termini di diversità di specie. Degni di segnalazione, oltre a tutte le specie di delfini presenti in Mediterraneo, sono le balenottere e particolarmente i capodogli che attraversano lo stretto per andare nell'area delle Isole Eolie probabilmente a fini riproduttivi.

Infine, è da evidenziare la presenza di alcuni importanti selacei che migrano attraverso lo stretto di Messina, quali Carcharodon carcharias (squalo bianco, il quale è attratto dai delfini e tonni che qui sono più abbondanti rispetto ad altre zone del Mediterraneo[7]) ed Hexanchus griseus, conosciuto come squalo capopiatto (Figura 25).

Fig. 25: Esemplare di Hexancus griseus (Squalo capopiatto) nello stretto di Messina

[8].

La migrazione degli uccelli

anche il Pellicano Bianco è stato avvistato sullo Stretto di Messina
l'Aquila del Bonelli è tra le specie osservate in volo sullo Stretto di Messina
l'albanella reale

Lo Stretto di Messina rappresenta uno snodo fondamentale e obbligato del passaggio degli Uccelli Migratori che attraversano la sua caratteristica forma a collo di bottiglia per andare a riprodursi o a cercare cibo principalmente nei paesi nordeuropei, riuscendo a coprire distanze anche di migliaia di chilometri guidati da un senso di orientamento che ancora oggi, dopo migliaia di anni, affascina gli scienziati in quanto non ancora del tutto svelato[9].

Numerossisime sono le specie osservabili in volo sullo Stretto di Messina, oltre 250, che vanno da quelle più accidentali come l'uccello delle tempeste codaforcuta, la pavoncella gregaria e il pellicano bianco, a quelle più frequenti tra le quali la fanno da padrone gli uccelli da preda tra i quali meritano un cenno particolare il falco pecchiaiolo i cui avvistamenti contano il maggior numero di individui ogni anno e l'albanella il cui numero di avvistamenti non ha eguali nel resto di Europa.

La possibilità di scorgere ed ammirare tutte le specie che sorvolano lo Stretto di Messina viene accresciuta ed esaltata dallo straordinario punto di osservazione rappresentato dai monti Peloritani che avvolgono lo Stretto per la loro particolare conformazione quasi a picco sul mare e che rappresentano un vero e proprio teatro naturale per il birdwatching, in particolare il monte Dinnammare essendo anche il più alto tra questi consente di trovarsi praticamente faccia a faccia anche con alcuni stormi[10].

Scopri più Gli organismi presenti per argomenti

Mar Mediterraneo

Mar Mediterraneo

Il mar Mediterraneo è situato tra Europa, Nordafrica e Asia occidentale. È un mare marginale dell'Oceano Atlantico, da cui è dipendente e a cui è connesso a ovest tramite lo stretto di Gibilterra; lo stretto del Bosforo lo collega a nord-est al Mar Nero mentre il canale di Suez, artificiale, lo collega a sud-est al Mar Rosso e quindi all'Oceano Indiano.

Biodiversità

Biodiversità

La diversità biologica o biodiversità, in ecologia, è la varietà di organismi viventi nelle loro diverse forme, e nei rispettivi ecosistemi. Secondo il Glossario Dinamico ISPRA-CATAP, per biodiversità entro un determinato ambiente si intende appunto la varietà di organismi viventi in esso presenti.

Alga

Alga

Le alghe afferiscono ad un raggruppamento, non appartenente ad un taxon sistematico, rappresentato da organismi di struttura vegetale, autotrofi, unicellulari o pluricellulari, che producono energia chimica per fotosintesi, generando ossigeno e che non presentano una differenziazione in tessuti veri e propri. Nel corso del tempo, e nell'evoluzione della sistematizzazione scientifica dei viventi, all'interno di questo raggruppamento si sono venuti a trovare differenti gruppi sistematici aventi caratteristiche congruenti come la struttura molto semplice e non differenziata in tessuti e molto spesso la capacità fotosintetica. Le sole alghe verdi o clorofite, insieme alle embriofite, o piante terrestri, costituiscono il clado delle piante verdi, o viridiplantae.

Laminaria

Laminaria

Laminaria è un genere di alghe brune marine appartenenti alla famiglia Laminariaceae.

Hydrozoa

Hydrozoa

Gli Idrozoi sono una classe del phylum degli Cnidari. La classe comprende circa 3 500 specie, tutte marine a eccezione di quelle dell'ordine Hydroida, che vivono in acqua dolce.

Endemismo

Endemismo

L'endemismo è il fenomeno per cui alcune specie vegetali o animali sono esclusive di un dato territorio. Anche se, tecnicamente, il termine endemismo si può applicare anche a territori vastissimi, come interi continenti, risultano interessanti gli endemismi relativi ad areali molto ristretti come quelli insulari, a volte estesi solo per qualche chilometro quadrato.

Migrazione lessepsiana

Migrazione lessepsiana

La migrazione lessepsiana è l'ingresso e la stabilizzazione di specie animali e vegetali dal Mar Rosso nelle acque del Mar Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. Il nome deriva da quello di Ferdinand de Lesseps, promotore ed esecutore del canale che unisce il mar Rosso e il Mediterraneo.

Laminariales

Laminariales

Le laminariali sono un ordine di alghe brune della classe Feoficee.

Clavelina

Clavelina

Clavelina Savigny, 1816 è un genere di ascidie della famiglia Clavelinidae.

Alicia mirabilis

Alicia mirabilis

La attinia alice è una attinia della famiglia Aliciidae.

Antipathella subpinnata

Antipathella subpinnata

Il corallo nero del Mediterraneo è un esacorallo della famiglia Myriopathidae.

Epinephelus

Epinephelus

Epinephelus Bloch, 1793 è un genere di pesci della famiglia dei Serranidi.

Le città dello stretto

Le due città di Reggio e Messina in un'antica incisione.
Battaglia navale nello stretto di Messina.

Le due province che si affacciano sullo stretto sono Messina e Reggio Calabria. Nel secondo dopoguerra si impose l'idea di porre rimedio all'arretratezza e al sottosviluppo meridionale tramite la creazione di grandi poli industriali, che richiedevano a loro volta la realizzazione di grandi infrastrutture di collegamento, che nel caso dello stretto di Messina sarebbe stato l'attraversamento stabile.

In questo clima, alla fine degli anni ‘60 venne approvato il cosiddetto “Progetto 80” ovvero il programma economico nazionale 1971-1975, che tra le altre, prevedeva la creazione dell'Area Metropolitana dello stretto di Messina, da realizzarsi attorno all'attraversamento stabile. Tale previsione veniva condivisa dai piani regolatori generali di Giuseppe Samonà e Quaroni/Castelli come una proiezione pianificatoria di ampio respiro, mentre non ebbe successo a livello regionale, tanto che gli strumenti di programmazione regionale successivi non solo non proponevano uno sviluppo unificato dell'area dello stretto, ma al contrario prevedevano uno sviluppo infraregionale, in cui era prevista una espansione preferenziale verso l'entroterra dei grandi centri.

Sullo stretto si affacciano i seguenti comuni suddivisi per regione:

Scopri più Le città dello stretto per argomenti

Provincia di Messina

Provincia di Messina

La provincia di Messina, successivamente "Provincia regionale di Messina", è stata una provincia italiana della Sicilia. In ottemperanza alla legge regionale del 4 agosto 2015, la provincia di Messina ha cessato di esistere per essere sostituita dalla città metropolitana di Messina.

Provincia di Reggio Calabria

Provincia di Reggio Calabria

La provincia di Reggio Calabria è stata una provincia italiana della Calabria di 555.836 abitanti, sostituita nel 2017 dalla città metropolitana di Reggio Calabria. Si affacciava ad ovest sul mar Tirreno, a sud e ad est sul mar Ionio, confinava a nord-est con la provincia di Catanzaro e a nord-ovest con la provincia di Vibo Valentia; a sud-ovest distava dalla Sicilia 3,2 km. I confini della provincia di Reggio Calabria ricalcavano, grosso modo, quelli della Calabria Ulteriore Prima, provincia del Regno delle Due Sicilie, mentre i suoi simboli derivavano dallo stemma della provincia di Calabria Ultra, istituita in età normanno-sveva.

Politiche di governance

Politiche di governance

Le politiche di governance attengono ad un concetto di gestione del potere pubblico maturato nei paesi più innovati, da un punto di vista economico e industriale, particolarmente negli anni 1970 e 1980.

Ponte sullo stretto di Messina

Ponte sullo stretto di Messina

Il ponte sullo stretto di Messina è un'opera di cui si parla da tempo, oggetto di accesi dibattiti relativi a costi, utilità e fattibilità tecnica, proposta con una serie di variegati progetti di ingegneria civile, approntati in tempi diversi e con soluzioni differenti, per realizzare un attraversamento stradale e ferroviario stabile dello stretto di Messina, nel quale è attualmente necessario il traghettamento dei mezzi, e collegare la Sicilia con la Calabria, la penisola italiana e il continente europeo.

Giuseppe Samonà

Giuseppe Samonà

Giuseppe Samonà è stato un architetto, urbanista e politico italiano.

Ludovico Quaroni

Ludovico Quaroni

Ludovico Quaroni è stato un urbanista, architetto, saggista e docente universitario italiano.

Calabria

Calabria

La Calabria è una regione italiana a statuto ordinario dell'Italia meridionale di 1 843 809 abitanti, con capoluogo Catanzaro.

Reggio Calabria

Reggio Calabria

Reggio Calabria, è un comune italiano di 171 246 abitanti, capoluogo dell'omonima città metropolitana in Calabria.

Scilla (Italia)

Scilla (Italia)

Scilla è un comune italiano di 4 586 abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria.

Villa San Giovanni

Villa San Giovanni

Villa San Giovanni è un comune italiano di 12 766 abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria.

Sicilia

Sicilia

La Sicilia, ufficialmente denominata Regione Siciliana, è una regione italiana autonoma a statuto speciale di 4 806 738 abitanti, con capoluogo Palermo.

Messina

Messina

Messina è un comune italiano di 218 292 abitanti capoluogo dell'omonima città metropolitana in Sicilia. È il terzo comune siciliano per abitanti dopo Palermo e Catania. Sorge nei pressi dell'estrema punta nordorientale della Sicilia sullo stretto che ne porta il nome. Il suo porto, scalo dei traghetti per il continente, è il primo in Italia per numero di passeggeri in transito. La sede universitaria di Messina è importante e storica: la "Studiorum Universitas" fu fondata nel 1548 da Sant'Ignazio di Loyola.

Collegamenti

L'attraversamento dello stretto tra Calabria e Sicilia avviene tramite i seguenti collegamenti:

  • Villa San Giovanni (RC) - Messina (7 km):
    • rotta effettuata dai traghetti di Caronte & Tourist, Ferrovie dello Stato e Bluferries e i mezzi veloci di Blu Jet;
    • è attualmente l'unica tratta che permette l'attraversamento ferroviario tra le due sponde; per consentire ciò, vengono impiegati dei traghetti appositi. Il tempo totale impiegato per la traversata e i suoi preparativi è di quasi 2 ore (calcolato come il tempo che intercorre tra l'arrivo del treno a Villa San Giovanni e il momento in cui il treno è in grado di ripartire da Messina)[11]
  • Reggio Calabria - Messina (11 km):
    • su questa tratta un tempo veniva svolto l'intero traffico dello Stretto fino alla costruzione dell'approdo di Villa San Giovanni, che ha consentito successivamente lo spostamento dell'intero traffico ferroviario e della maggior parte del traffico automobilistico, che ha permesso di alleggerire il traffico nel porto di Reggio sfruttando la minore distanza che intercorre tra le due coste a nord;
    • oggi tra i due porti di Reggio e Messina si svolgono solo collegamenti veloci tra i due porti tramite i mezzi veloci di Blu Jet;
  • Reggio Calabria - Tremestieri (ME) (11 km):
    • l'imbarco avviene dal porto di Reggio Calabria verso il nuovo approdo di Tremestieri, inaugurato nel 2005 nella zona sud di Messina, tramite le navi di Meridiano Lines;
  • Villa San Giovanni (RC) - Tremestieri (ME) (14 km):
    • gran parte del traffico pesante si svolge dall'approdo di Villa San Giovanni verso il nuovo approdo di Tremestieri. È in progetto l'ampliamento dell'approdo siciliano con la costruzione di nuovi invasi, che serviranno a liberare totalmente il porto di Messina dal traffico con destinazione l'attraversamento dello stretto.

Scopri più Collegamenti per argomenti

Ponte sullo stretto di Messina

Ponte sullo stretto di Messina

Il ponte sullo stretto di Messina è un'opera di cui si parla da tempo, oggetto di accesi dibattiti relativi a costi, utilità e fattibilità tecnica, proposta con una serie di variegati progetti di ingegneria civile, approntati in tempi diversi e con soluzioni differenti, per realizzare un attraversamento stradale e ferroviario stabile dello stretto di Messina, nel quale è attualmente necessario il traghettamento dei mezzi, e collegare la Sicilia con la Calabria, la penisola italiana e il continente europeo.

Porto di Messina

Porto di Messina

Il porto di Messina, tra i più grandi e importanti del Mediterraneo, è oggi, con oltre 10 milioni di passeggeri trasportati all'anno, il primo in Italia nel settore.

Porto di Reggio Calabria

Porto di Reggio Calabria

Il porto di Reggio Calabria è uno dei maggiori porti della Calabria, sede della direzione marittima della regione. Secondo l'aggiornamento ISTAT del 2006, con oltre 10 milioni di passeggeri trasportati all'anno è il secondo porto italiano nel settore dopo quello di Messina.

Traghettamento nello stretto di Messina

Traghettamento nello stretto di Messina

Il traghettamento nello stretto di Messina è un servizio di trasporto di persone, veicoli e merci effettuato con apposite navi tra le due sponde, siciliana e calabrese, dello stretto braccio di mare che separa la Sicilia dal continente europeo.

Reggio Calabria

Reggio Calabria

Reggio Calabria, è un comune italiano di 171 246 abitanti, capoluogo dell'omonima città metropolitana in Calabria.

Messina

Messina

Messina è un comune italiano di 218 292 abitanti capoluogo dell'omonima città metropolitana in Sicilia. È il terzo comune siciliano per abitanti dopo Palermo e Catania. Sorge nei pressi dell'estrema punta nordorientale della Sicilia sullo stretto che ne porta il nome. Il suo porto, scalo dei traghetti per il continente, è il primo in Italia per numero di passeggeri in transito. La sede universitaria di Messina è importante e storica: la "Studiorum Universitas" fu fondata nel 1548 da Sant'Ignazio di Loyola.

Caronte & Tourist

Caronte & Tourist

La Caronte & Tourist S.p.A. è una società di navigazione con sede a Messina, fondata nel 2003, che opera nel settore dei trasporti marittimi con l'espletamento del servizio traghetti.

Ferrovie dello Stato Italiane

Ferrovie dello Stato Italiane

Le Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A, fino al 21 giugno 2011 Ferrovie dello Stato, sono una società pubblica italiana che opera sia nel settore del trasporto ferroviario sia in quello del trasporto pubblico locale, nonché in quello delle merci, il tutto gestito da società partecipate quali Trenitalia o Mercitalia Rail. La società, che assume la veste di holding, è un'impresa pubblica in forma di società per azioni, qualificabile quale organismo di diritto pubblico. La capogruppo FSI ha, quindi, la doppia natura giuridica di impresa pubblica e di "soggetto privato che si avvale di diritti speciali o esclusivi per l’esercizio dell’attività ferroviaria" ed è, pertanto, qualificabile come ente aggiudicatore ai sensi dell’art. 3, co. 1, lett. e) del codice dei contratti pubblici.

Bluferries

Bluferries

Bluferries è una società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che si occupa del traghettamento dei passeggeri e dei mezzi gommati nello stretto di Messina.

Blu Jet

Blu Jet

Blu Jet è una società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che si occupa del solo traghettamento dei passeggeri nello Stretto di Messina.

2005

2005

Il 2005 è un anno del XXI secolo.

Meridiano Lines

Meridiano Lines

La Meridiano Lines è una società di navigazione privata controllata dall'imprenditore Cesare Diano che si occupa dei collegamenti marittimi nello Stretto di Messina, tra Reggio e Messina, tramite traghetti bidirezionali per il trasporto di mezzi gommati e passeggeri. Questa tratta permette di evitare l'attesa presso Villa San Giovanni e Messina dove il traffico è più intenso, specialmente in alcuni periodi dell'anno.

Galleria d'immagini

La Stretto visto da Villa San Giovanni
La Stretto visto da Villa San Giovanni
La Stretto visto da Villa San Giovanni

Riferimenti figure e foto

  • La foto di Figura 1 è concessa da http://earthobservatory.nasa.gov/
  • Le foto di Figura 1A e 1B sono concesse da Vincenzo Chirico;
  • La foto di Figura 2B è concessa da https://marcocrupifoto.blogspot.com/
  • Le foto di Figura 3, 4, 5, 11, 12 sono concesse da Emilio De Domenico;
  • La foto di Figura 30 è concessa da Mariolina De Domenico;
  • Le foto di Figura 6A e 6B, 7A e 7B sono concesse da Andrea Potoschi;
  • Le foto di Figura 8, 9, 10 sono concesse da "Ponte di Archimede SpA";
  • Le foto di Figura 14, 15, 31, 32, 33 sono concesse da Nancy Spanò;
  • Le foto di Figura 16, 17, 18, 34 sono concesse da Salvatore Giacobbe;
  • Le foto di Figura 13, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, sono concesse da Gianmichele Iaria;
  • Le foto di Figura 27, 28, 29 sono concesse da Francesco Costa.

Fonte: "Stretto di Messina", Wikipedia, Wikimedia Foundation, (2023, February 9th), https://it.wikipedia.org/wiki/Stretto_di_Messina.

Ti piace Wikiz?

Ti piace Wikiz?

Ottieni subito la nostra estensione GRATUITA!

Note
  1. ^ (Figura sviluppata con software Ocean Data View. Schlitzer, R., Copia archiviata, su awi-bremerhaven.de. URL consultato il 23 agosto 2007 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2005)., 2004)
  2. ^ ( Copia archiviata, su sullacrestadellonda.it. URL consultato il 25 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2011).)
  3. ^ (http://www.ogs.trieste.it)
  4. ^ (dati e documentazione tratti da: http://www.pontediarchimede.it Archiviato il 13 settembre 2017 in Internet Archive.)
  5. ^ (Foto F. Costa: http://www.professorecosta.com Archiviato il 1º maggio 2013 in Internet Archive. )
  6. ^ (http://www.szn.it)
  7. ^ [1]
  8. ^ (Foto G. Iaria: http://www.oloturiasub.it)
  9. ^ Sai perché gli uccelli migrano? I segreti della migrazione - Lipu Onlus, su lipu.it. URL consultato il 12 novembre 2015.
  10. ^ Quaderni di Birdwatching - Lo stretto di Messina, su ebnitalia.it. URL consultato il 13 novembre 2015 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2016).
  11. ^ http://www.trenitalia.it
Bibliografia
  • BAGUET F. (1995) Bioluminescence of deep-sea fishes in the Straits of Messina. In: The Straits of Messina Ecosystem (Guglielmo L., Manganaro A., De Domenico E., eds.). 203-212.
  • BETTINI V., GUERZONI M., ZIPARO A. (2002) Il Ponte insostenibile – L'impatto ambientale del manufatto di attraversamento stabile dello Stretto di Messina, Alinea Editrice, Firenze
  • BONANNO A., DE DOMENICO F., PROFETA A., SPANÒ N. (2004) The first finding of Portunus pelagicus (Decapoda, Brachyura) in the Straits of Messina (Central Mediterranean Sea). Rapp. Comm. Int. Mer Médit., 37: 495.
  • CORTESE G., DE DOMENICO E. (1990) Some Considerations on the Levantine Intermediate Water Distribution in the Straits of Messina. Boll. Oceanol. Teor. Appl., 8(3): 197-207.
  • DE DOMENICO E. (1987) Caratteristiche fisiche e chimiche delle acque nello Stretto di Messina. in: Le Detroit de Messine, Evolution Tectono-Sedimentaire Recente (Pliocene et Quaternaire) et Environment Actuel; Di Geronimo, Barrier, Mantenat (ed.s), Paris, DOC. ET TRAV. IGAL, 11: 225-235.
  • DE DOMENICO M., DE DOMENICO E., CORTESE G., PULICANÒ G. (1988) Variazione spazio-temporale di nutrienti, clorofilla e carica microbica nelle acque dello Stretto di Messina. Atti 8º Congresso Ass. Ital. Oceanol. Limnol. (AIOL), Pallanza. 337-355.
  • DEFANT A. (1940) Scilla e Cariddi e le correnti di marea nello Stretto di Messina. Geofis. Pura Appl., 2: 93-112.
  • GIACOBBE S., SPANÒ N. (1996) New records of Albunea carabus (L., 1758) in the Mediterranean Sea. Crustaceana, 69(6): 719-726.
  • GIACOBBE S., SPANÒ N. (2001) The Pilumnus inermis species in the Southern Tyrrhenian Sea and Straits of Messina (Central Mediterranean): distribution and ecology. Crustaceana, 74(7): 659-672.
  • LONGO F. (1882) Il Canale di Messina e le sue correnti, con appendice sui pesci che lo popolano. Messina.
  • MOSETTI F. (1988) Some News on the Currents in the Straits of Messina. Boll. Oceanol. Teor. Appl., 6(3): 119-201.
  • RIBAUD P. (1884) Trattato teorico, pratico e storico sulle correnti ed altre particolarità e sui fenomeni che hanno luogo nel Canale di Messina. Napoli.
  • RINELLI P., SPANÒ N., GIACOBBE S. (1999) Alcune osservazioni su crostacei decapodi ed echinodermi dei fondi a Errina aspera dello Stretto di Messina. Biol. Mar. Medit., 6(1): 430-432.
  • SPANÒ N. (1998) Crustacea Decapoda distribution in the Messina Straits. Journ. Nat. Hist., 32: 1697-1705.
  • SPANÒ N. (2002) Presenza di Parthenope expansa (Decapoda: Parthenopidae) nello Stretto di Messina. Biol. Mar. Medit., 9 (1): 645-646.
  • SPANÒ N., RINELLI P., RAGONESE S. (1999) First finding of Albunea carabus (Decapoda - Anomura) along the southern coasts of Sicily (Central Mediterranean sea). In: Crustaceans and the Biodiversity Crisis, edited by F. Schram and J.C. von Vaupel Klein, BRILL Leiden: 395-404.
  • TOMASINO M. (1995) The Exploitation of Energy in the Straits of Messina. In: The Straits of Messina Ecosystem (Guglielmo L., Manganaro A., De Domenico E., eds.). 49-60.
  • VERCELLI F. (1925) Crociere per lo studio dei fenomeni dello Stretto di Messina. I. Il regime delle correnti e delle maree nello Stretto di Messina. Commissione Internazionale del Mediterraneo, Off. Grafiche Ferrari, Venezia, 209 pp.
  • VERCELLI F., PICOTTI M. (1926) Crociere per lo studio dei fenomeni dello Stretto di Messina. II. Il regime chimico-fisico delle acque nello Stretto di Messina. Commissione Internazionale del Mediterraneo, Off. Grafiche Ferrari, Venezia, 161 pp.
  • Luigi Mazzullo, La pesca del pesce spada nello stretto di Messina, in Le vie d'Italia, III, n. 9, 1919-09. URL consultato il 22 novembre 2022.
Altri progetti
Collegamenti esterni
Controllo di autoritàVIAF (EN226890110 · GND (DE4100865-0 · BNF (FRcb11969242r (data)

The content of this page is based on the Wikipedia article written by contributors..
The text is available under the Creative Commons Attribution-ShareAlike Licence & the media files are available under their respective licenses; additional terms may apply.
By using this site, you agree to the Terms of Use & Privacy Policy.
Wikipedia® is a registered trademark of the Wikimedia Foundation, Inc., a non-profit organization & is not affiliated to WikiZ.com.